Editoria e Pubblica amministrazione: un Digital Asset Management per gestire la multicanalità
eZ magazine è un Digital Asset Management, che permetterà di svincolare i produttori dei contenuti dal canale di destinazione, sperimentando nel contempo un insieme di strumenti basati su standard aperti, sviluppandone l’interoperabilità e dimostrandone la funzionalità in questo nuovo ambiente di produzione; in questo processo contiamo di formare nuovi percorsi e competenze professionali, da riversare in una rete di utenti, contributori, integratori tecnologici.
Tale Digital Asset Management orientato al web accompagnerà le imprese e la Pubblica Amministrazione nella transizione dei propri processi di produzione e di distribuzione dei contenuti verso il web.
Punti di forza dell’iniziativa sono il modello di business basato sull’incontro tra il Customer model tradizionale, in cui la società vende prodotti direttamente ai clienti, il “Partner model”, in cui le società che producono software lavorano insieme, ciascuna proponendo la propria specificità, e il cosiddetto “Community model”, comune a molti progetti Open Source e alle relative strategie economiche, in cui il prodotto finale è frutto di una stretta collaborazione tra persone unite da vari interessi, obiettivi e motivazioni. Fondendo le migliori caratteristiche di questi tre modelli, si ottiene il vantaggio di avere un’unica entità che coordina lo sviluppo del “core” del prodotto e che fornisce i servizi essenziali (quali le infrastrutture per gli aggiornamenti automatici – vedi “Customer model”), i clienti beneficiano direttamente sia del servizio professionale che dello specifico know-how dei partner, cresce una community che può scaricare, installare e utilizzare i prodotti sviluppati e studiare, modificare e ridistribuire il codice sorgente (licenza GPL). E' la community il veicolo più potente dei prodotti sviluppati e nello stesso tempo il loro “marchio di qualità”.
Il problema che ci troviamo ad affrontare è dunque quello di riportare ad un unico ambiente di produzione esigenze contrastanti: accorciare la catena tra il produttore e il fruitore tipica del contenuto digitale; superare le rigidità che caratterizzano la produzione cartacea, compressa com’è attualmente tra necessità diverse (redazione; impaginazione; tipografia). Mentre sono stati recentemente proposti diversi strumenti per la gestione di contenuti editoriali improntati a criteri di riuso ed interoperabilità, non ne esistono a nostra conoscenza che consentano l’utilizzo flessibile dei contenuti per una distribuzione multicanale – carta, web, smartphone, digital TV.
A trarre vantaggio dall’iniziativa sono in particolare le piccole e medie imprese editoriali . Mentre i grandi gruppi, pur dopo una fase transitoria e a fronte di ingenti investimenti, sono riusciti spesso ad adattarsi a modelli nei quali la produzione e la distribuzione dei contenuti su carta e di quelli su medium digitale sono sostanzialmente indipendenti (con redazioni, canali pubblicitari, etc. separati) per le imprese di minore dimensione (e.g., le piccole riviste) questo adattamento si è rivelato assai più problematico. Alle piccole e medie imprese editoriali arà messo a disposizione un modello di produzione, gestione, raccolta ed archiviazione di documenti digitali fortemente innovativo, a basso costo, che non richiede l’acquisizione di particolari, specifiche competenze. Ciò consentirà loro di cogliere le opportunità offerte dalle ICT orientate al web, di sostenere l’evoluzione del mercato e della domanda, di ottimizzare le risorse umane, di non compromettere, ed anzi migliorare, il rigore e la qualità dell’offerta.
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