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Nuovi strumenti per l'editoria

L’avvento della rete e l’evoluzione della tecnologia digitale impongono alle piccole e medie imprese e alla P.A. pressioni di carattere tecnico, gestionale ed economico che risultano sovente incompatibili con la loro stessa sopravvivenza.

Mentre i grandi gruppi editoriali, pur dopo una fase transitoria e a fronte di ingenti investimenti, sono riusciti spesso ad adattarsi a modelli nei quali la produzione e la distribuzione dei contenuti su carta e di quelli su medium digitale sono sostanzialmente indipendenti (con redazioni, canali pubblicitari, etc. separati) per le imprese di minore dimensione (e.g., le piccole riviste) questo adattamento si è rivelato assai più problematico.

Ciò anche in considerazione del fatto che i prodotti di cui dispongono, e quelli che il mercato comunque offre attualmente, non rispondono alle specifiche esigenze di questo particolare segmento di mercato. Infatti, i prodotti attualmente disponibili nascono con un’ottica rivolta alla gestione dei contenuti in ambiente desktop: ciò significa dover installare singoli applicativi su ciascuna macchina con relativi problemi di sicurezza, aggiornamento e costi di licenza. Sono inoltre esclusivamente/tipicamente rivolti alla produzione cartacea. Rientrano in questa tipologia i prodotti e i servizi offerti da Sinedita (www.sinedita.it ) e Woodwing – Smart Connection Enterprise CS (www.woodwing.com ): rappresentano potenziali concorrenti in quanto si rivolgono al nostro target di clienti, ma - pur con un approccio che vorrebbe essere “cross media” - , in realtà le soluzioni tecnologiche proposte rimangono fortemente vincolate all’ambiente desktop. Si discosta solo parzialmente da questa impostazione l’azienda Adobe con i prodotti InDesign/InCopy. Tutte queste soluzioni rientrano nell’ambito del software proprietario.

Poiché il futuro dei media è ormai palesemente all’insegna dell’ibridazione (dei formati, dei canali di distribuzione…) come dimostra la crescita di interesse e di mercato per il self-publishing, il personal publishing e i piccoli sistemi di content management (vedi www.masternewmedia.org/ ), in questo contesto è strategico per riuscire a far fruttare il contenuto capire quali saranno gli strumenti e le piattaforme che gli utenti utilizzeranno. Come sostiene John Blossom (www.shore.com/ ), “con il tempo iPods, Blackberries, TiVos e altri saranno superati insieme alle loro licenze di contenuto”: quello che rimarrà “sarà il Web, un insieme destrutturato di contenuto pronto a fornire sostituti accettabili ai formati proprietari”. Questo progetto, invece di inseguire i dispositivi di contenuto disponibili come accade nel caso dei possibili prodotti concorrenti attualmente disponibili sul mercato, sostiene e rafforza standard di piattaforma indipendenti per la raccolta dei contenuti e la gestione delle licenze per gli oggetti digitali, al fine di costruire la più alta base di profitto possibile su strumenti di contenuti personali.

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