A prova di normativa con OpenPA

Tutti i riferimenti normativi a cui la piattaforma OpenPA aderisce: un utile riassunto per i responsabili della gestione e del trattamento dei dati pubblici veicolati attraverso i siti web istituzionali degli Enti.

In questa pagina ci sono tre sezioni principali:

  1. Trasparenza e Open Data
  2. Quadro normativo di riferimento
  3. Linee guida e raccomandazioni

Trasparenza e Open Data

La piattaforma OpenPA ospita una sezione dedicata all'Amministrazione Trasparente all'interno della quale le redazioni locali possono pubblicare i contenuti e i dati utilizzando delle guide che supportano l'inserimento delle informazioni in campi predefiniti.

Un’importante caratteristica di OpenPA è la strutturazione delle informazioni organizzate per tipologia - eventi, modulistica, strutture dell'ente, personale e relative funzioni, ecc. -, che permette di renderle facilmente riutilizzabili.
In questo modo, l'ente può distribuire il contenuto dei suoi portali in modalità multicanale: le informazioni dei portali possono essere facilmente riorganizzate in eventuali app fruibili dai cellulari, senza bisogno di alcun intervento manuale. Questo approccio permette di convertire automaticamente dati e informazioni secondo formati aperti, come previsto dall'art. 68 del Codice dell'Amministrazione Digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82.
I dati pubblicati utilizzando OpenPA sono quindi predisposti per essere distribuiti come Open Data: sono dotati di metadati e utilizzano la licenza Creative Commons “Attribuzione o equivalente” (CC- BY). In tal modo l'ente pubblico diventa espressione del principio della “più ampia e libera utilizzazione gratuita anche per fini commerciali”.

Modello predefinito della sezione Open Data

La pagina “Open Data” collocata all'interno della sezione “Comune/Comunicazione/Privacy e note legali” contiene un modello predefinito di pubblicazione dei dati, che può essere personalizzato dal responsabile dell'Ente.

L’unico obbligo imposto al licenziatario è citare l’autore della banca dati o del documento oggetto di riutilizzo, nel rispetto delle modalità indicate dall’autore stesso nella licenza o a corredo della stessa, come di seguito meglio specificato (“Attribuzione”).
Tale licenza è adottabile per le banche dati che risultano chiaramente tutelate dal diritto d'autore, ai sensi dell'art. 64 quinquies, L. n. 633/41 e s.a.m.i., e/o dal diritto sui generis sulle banche dati, secondo quanto disposto dall'art. 102 bis, L. n. 633/41 e s.m.i..

Considerando lo stato dell'arte ed in un'ottica di costante miglioramento della piattaforma OpenPA e dei suoi servizi, Opencontent ha investito in maniera significativa sui componenti che consentono agli Enti di adempiere in maniera completa all'osservazione delle disposizioni nazionali ed europee sul tema degli Open Data, migliorando l'interfaccia di inserimento dati per i redattori, affinando i sistemi di recupero automatico delle informazioni strutturate, sviluppando una serie di servizi che esportano dati (dataset) secondo i formati standard più usati (JSON e CSV) ed aggiungendo la funzione di pubblicazione automatica dei metadati sui cataloghi regionali.

La trattazione dei dati aperti con OpenPA tiene conto di quanto stabilito nel D.Lgs. 36 del 2006, e s.m.i., pertanto non sono oggetto di trattazione i documenti e i dati detenuti per finalità che esulano dall'ambito dei compiti istituzionali della Pubblica Amministrazione, nè i documenti, non contenenti dati pubblici, il cui accesso è disciplinato dalla legislazione sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi. Inoltre, non saranno rilasciati come dati di tipo aperto per il riutilizzo i dati che potrebbero violare:

  • la sicurezza pubblica, la difesa nazionale, lo svolgimento di indagini penali o disciplinari;
  • il diritto di terzi al segreto statistico, industriale e commerciale, o altri vincoli di segretezza fissati in obblighi di legge;
  • i diritti di proprietà intellettuale di terze parti;
  • il diritto alla protezione dei dati personali.

Licenze associate ai dati

Le principali licenze di riferimento applicate da molte PPAA italiane al riutilizzo dei dati sono:

Creative Commons Zero (CC0)

Creative Commons Zero (CC0) è una dichiarazione che consente “la più ampia e libera utilizzazione gratuita, anche per fini commerciali” di quanto viene ad essa associato. Si tratta di una licenza in grado di adempiere a quanto previsto D. Lgs. 36/2006, art. 8, dall’art. 68, c. 3, lett. b) del Codice dell’Amministrazione Digitale e dalla L. P. 16/2012, art. 9, c. 5. Non si tratta, infatti, di una licenza in senso stretto, intesa quale concessione da parte del titolare di un determinato utilizzo dell’opera, delle informazioni ovvero della banca dati, ma di una rinuncia totale ed incondizionata a qualunque diritto su di essi. Apponendo su un documento la dichiarazione CC0 si rinuncia, infatti, a tutti i diritti sul documento e sui suoi contenuti, dati inclusi, nella misura massima possibile prevista dalla legge, in piena sintonia con le politiche Open Government Data. La Creative Commons Zero dovrà di regola essere preceduta da una dichiarazione relativa alla provenienza del documento.

Creative Commons Attribuzione (CC-BY) 4.0

Creative Commons “Attribuzione o equivalente” (CC-BY) è espressione del principio della “più ampia e libera utilizzazione gratuita anche per fini commerciali” espresso dall’art. 9 comma 5 della Legge Provinciale 16/2012. L’unico obbligo imposto al licenziatario è quello di citare l’autore della banca dati o del documento, oggetto di riutilizzo, nel rispetto delle modalità indicate dall’autore stesso nella licenza o a corredo della stessa, come di seguito meglio specificato (“Attribuzione”). Tale licenza è adottabile per le banche dati che risultano chiaramente tutelate dal diritto d'autore, ai sensi dell'art. 64 quinquies, L. n. 633/41 e s.a.m.i., e/o dal diritto sui generis sulle banche dati, secondo quanto disposto dall'art. 102 bis, L. n. 633/41 e s.m.i..

Quadro normativo di riferimento

Open by default, ad eccezione dei casi in cui la pubblicazione e il riutilizzo riguarda dati personali

Alla luce della normativa vigente e della sua interpretazione applicativa, si assume il seguente indirizzo in merito alla legittimità della pubblicazione di dati di tipo aperto gestiti dalla piattaforma OpenPA:

  1. è legittima la pubblicazione di dati personali se espressamente prevista da una norma di legge o di regolamento;
  2. il principio generale del libero riutilizzo di documenti contenenti dati pubblici riguarda essenzialmente documenti che non contengono dati personali oppure riguarda dati personali opportunamente aggregati e resi anonimi;
  3. non è legittima la pubblicazione di dati personali in formato di dati aperti se non previa valutazione d'impatto della privacy e con licenze personalizzate anche standard che disciplinano il riutilizzo.

Art. 50 D.Lgs. n. 82/2005 (Disponibilità dei dati delle pubbliche amministrazioni)

  1. I dati delle pubbliche amministrazioni sono formati, raccolti, conservati, resi disponibili e accessibili con l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione che ne consentano la fruizione e riutilizzazione, alle condizioni fissate dall'ordinamento, da parte delle altre pubbliche amministrazioni e dai privati; restano salvi i limiti alla conoscibilità dei dati previsti dalle leggi e dai regolamenti, le norme in materia di protezione dei dati personali ed il rispetto della normativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni del settore pubblico;
  2. Qualunque dato trattato da una pubblica amministrazione, con le esclusioni di cui all'art. 2, comma 6, salvi i casi previsti dall'art. 24 della legge 7 agosto 1990 n. 241 e nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, è reso accessibile e fruibile alle altre amministrazioni quando l'utilizzazione del dato sia necessaria per lo svolgimento dei compiti istituzionali dell'amministrazione richiedente, senza oneri a carico di quest'ultima, salvo per la prestazione di elaborazioni aggiuntive; è fatto comunque salvo il disposto del'art. 43 comma 4 del D.P.R. 445/2000.

Art. 52 D.Lgs. n. 82/2005 (Accesso telematico e riutilizzo dei dati delle pubbliche amministrazioni)

  • Comma 2. I dati e i documenti che le amministrazioni titolari pubblicano, con qualsiasi modalità, senza l'espressa adozione di una licenza di cui all'art. 2 comma 1 lettera h) del decreto legislativo 24 gennaio 2006 n. 36, si intendono rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi dell'art. 68, comma 3 del presente Codice (ad eccezione dei casi in cui la pubblicazione riguardi dati personali). L'eventuale adozione di una licenza di cui al citato art. 2, comma 1, lettera h), è motivata ai sensi delle linee guida nazionali di cui al comma 7.

Art. 2 D.Lgs. 24.1.2006 n. 36 (Definizioni)

Ai fini del presente decreto si intende per:

  • riutilizzo: l'uso del dato di cui è titolare una pubblica amministrazione o un organismo di diritto pubblico, da parte di persone fisiche o giuridiche, a fini commerciali o non commerciali diversi dallo scopo iniziale per il quale il documento che lo rappresenta è stato prodotto nell'àmbito dei fini istituzionali;
  • Richiesta di riutilizzo di documenti.
    • Il titolare del dato adotta prioritariamente licenze aperte standard ovvero predispone licenze personalizzate standard e le rende disponibili sul proprio sito istituzionale. Nei casi di riutilizzo di documenti contenenti dati personali il titolare del dato adotta licenze personalizzate anche standard.
  • Non saranno oggetto di riutilizzo i documenti e i dati detenuti per finalità che esulano dall'ambito dei compiti istituzionali della Pubblica Amministrazione, né i documenti, non contenenti dati pubblici, il cui accesso è disciplinato dalla legislazione sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Art. 3 D.Lgs. 24.1.2006 n. 36, come modificato dalla lettera d) del comma 3 dell'art. 1 D.Lgs. 18 maggio 2015 n. 102

  • h-quater) documenti, o parti di documenti, che contengono dati personali che non sono conoscibili da chiunque o la cui conoscibilità è subordinata al rispetto di determinati limiti o modalità, in base alle leggi, ai regolamenti o alla normativa dell'Unione europea, nonchQ quelli che contengono dati personali il cui riuso è incompatibile con gli scopi originari del trattamento ai sensi dell'art. 11 comma 1 lettera b) del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 e delle altre disposizioni rilevanti in materia

Deliberazione del Garante per la protezione dei dati personali n. 243 del 15 maggio 2014

«Linee guida in materia di trattamento di dati personali, contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato per finalità di pubblicità e trasparenza sul web da soggetti pubblici e da altri enti obbligati»:

  • si vedano i paragrafi 5 e 6

Art. 4 comma 1 lettera b) D.Lgs. 30-6-2003 n. 196

Ai fini del presente codice si intende per:

  • b) "dato personale", qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale.

Art. 3 D.Lgs. 14.3.2013 n. 33 (Pubblicità e diritto alla conoscibilità)

Tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli ai sensi dell'art. 7.

Art. 7 D.Lgs. 14.3.2013 n. 33 (Dati aperti e riutilizzo)

I documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito dell'accesso civico di cui all'art. 5, sono pubblicati in formato di tipo aperto ai sensi dell'art. 68 del Codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82 e sono riutilizzabili ai sensi del decreto legislativo 24 gennaio 2006 n. 36, del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82 e del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, senza ulteriori restrizioni diverse dall'obbligo di citare la fonte e di rispettarne l'integrità.

Inoltre, non saranno rilasciati come dati di tipo aperto per il riutilizzo i dati che potrebbero violare:

  • la sicurezza pubblica, la difesa nazionale, lo svolgimento di indagini penali o disciplinari;
  • il diritto di terzi al segreto statistico, industriale e commerciale, o altri vincoli di segretezza fissati in obblighi di legge;
  • i diritti di proprietà intellettuale di terze parti;
  • il diritto alla protezione dei dati personali.

A quest’ultimo proposito, si ricorda che saranno esclusi i dati presenti nell’Anagrafe Tributaria, e i documenti contenenti dati personali che non sono conoscibili da chiunque o la cui conoscibilità è subordinata al rispetto di determinati limiti e modalità, in base alle leggi, ai regolamenti e alla normativa dell’Unione Europea, nonché quelli il cui riutilizzo è incompatibile con gli scopi originari del trattamento (in applicazione del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - art. 11).

Linee guida e raccomandazioni

Linee guida di design per i siti web della PA (design.italia.it)

La definizione di un’identità dei servizi della Pubblica Amministrazione dovrebbe passare attraverso un processo partecipativo partendo dalla definizione di una serie di linee guida comuni piuttosto che dalla tradizionale immagine coordinata monolitica. Tutto ciò può coerentemente essere perseguito attraverso la costituzione di una comunità di designer e sviluppatori in grado di dare un contributo attivo e continuato su design, user experience, usabilità.
Fonte:http://design.italia.it/